Antonella Bundu Barca affonda nella tempesta con 12 naufraghi

Antonella Bundu Barca affonda nella tempesta con 12 naufraghi

La barca barca Trinidad della Flotilla per Gaza è affondata nel Mediterraneo durante una tempesta mentre era diretta verso Creta, lasciando 12 persone tra attivisti ed equipaggio come naufraghi. Antonella Bundu, parte della spedizione, ha scritto che il gruppo aspetta ora un porto di sbarco.

Trinidad verso Creta

Venerdì 1 maggio la Trinidad navigava verso Creta quando il mare grosso ha iniziato a piegare la traversata. Bundu ha scritto che dopo alcune ore la barca ha cominciato a spezzarsi e che “La Trinidad è affondata.”

La sequenza è stata rapida: la battagliola a manca è volata via con candelieri e draglie, mentre a bordo arrivava acqua da sotto e da sopra. Per chi era sulla rotta della Flotilla per Gaza, il passaggio da missione in mare a emergenza è arrivato senza margine di manovra.

Open Arms e i 12 naufraghi

A soccorrere i 12 naufraghi è stata una nave di Open Arms con i gommoni. Il gruppo ha chiesto via radio l’intervento dell’organizzazione e poi è salito sulla nave madre, dove ha ricevuto l’uniforme Open Arms e una doccia, anche calda.

Bundu ha scritto: “Siamo 12 naufraghi in tutto.” In un’altra frase, ha riassunto la situazione con “Siamo ufficialmente naufraghi e attendiamo un porto di sbarco”, che lascia la questione più pratica ancora aperta: dove verranno fatti scendere e come chiude questa giornata per chi era a bordo.

La scelta del capitano

Tra i dettagli che complicano il quadro c’è la decisione del capitano di rimanere sulla barca. Non si tratta solo di un salvataggio andato a buon fine; la spedizione ha perso il mezzo e si è fermata nel Mediterraneo in attesa di approdo, con la rotta interrotta e l’equipaggio separato dal suo punto di partenza.

Per chi segue la Flotilla per Gaza, il dato utile adesso è concreto: 12 persone sono state tratte in salvo, la Trinidad non c’è più, e il gruppo resta in mare in una fase di trasferimento che dipende dal porto di sbarco assegnato. La priorità, adesso, è semplice: far rientrare i naufraghi a terra senza aggiungere un’altra notte di navigazione forzata.

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